I had a dream


Ieri ho ricevuto una mail da Gabriele Vacis che informa che stanno provando i Rusteghi. E di notte faccio un sogno. Sogno che vengo invitato a teatro dal mio vecchio maestro, Gabriele appunto, con il quale ho mosso i miei primi passi in teatro. Nel sogno non c'è platea ma si sale direttamente sul palco. Il palco è sezionato da grandi strutture di canne di bambù, coperte da grandi pezze di tela juta, grezza, quelle da sacco. Si muovono a causa di una brezza di provenienza ignota. La struttura gira lentamente su se tessa e sento l'odore della juta ogni volta che mi sfiora una dele vele.

Posso mettermi seduto dove voglio: tanto delle scene e degli attori si vede sempre poco, nascosti e svelati dalle vele in movimento. Attorno alla struttura un vecchio gira intorno su una bicicletta volante recitando a bassa voce qualche cantilena. Non vola in alto, sebbene non tocchi terra, fluttua a pochi centimetri dal palco. Ci sono donne corpulente, vestite alla moda secentesca, delle servette, niente di pretezioso, nessuna parrucca elaborata.

Non ci sono altri spettatori. Solo per me. Rivedo il buio che circondava gi spettacoli, quella sensazione di essere nel luogo più denso dell'universo perché sta accadendo qualcosa di unico proprio in quel momento e in quel luogo. La densità dell'aria. Mi risveglio stordito, richiudo subito gli occhi, sperando di ricominciae a sognare di quei tempi là.



I Rusteghi, quello vero, debutterà a Valenza il 12 febbraio.
Poi sarà a Torino, al Carignano, dal 22 febbraio e poi in tournèe.


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Maria se n'è andata

Carmen. Un nome che viene da un racconto di Borges e finisce in una casa popolare di Madonna di Campagna. Ci siamo conosciuti per intercessione di un comune amico. Lei voleva fare l'attrice, io volevo fare il regista. Io avevo un gruppo di teatro, lei insegnava ai truzzi a districarsi tra il latino e il greco. Avevamo tutti e due poco più di vent'anni. " È una davvero tosta" La cosa strana è che l'amico non era il tipo da dire parole come "tosta". Si era scomodato solo per lei.

Ci demmo un appuntamento per telefono: sarei passato a prenderla su via Pietro Cossa, la sera prima delle prove.

"Come ti riconosco?"
"Sono come Maria Schneider" tagliò corto. Ma la voce non evocava per nulla il volto malinconico e perduto di Maria.
 In effetti le somigliava molto. Nel buio della strada, in attesa che accostassi era identica. Si abbassò al finestrino.
 "Sono Carmen."


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Qualcosa è accaduto perché qualche minuto fa riceviamo dall'immobiliare:

gentile signora,
la ringrazio moltissimo per avermi segnalato il fatto avvenuto.
prenderò dei seri provvedimenti al riguardo con la persona che ha avuto questo comportamento inamissibile.
se desidera, la chiamo io personalmente per darle tutti i ragguagli riguardo l'appartamento o anche solo per porgerle le mie scuse.
attendo una sua autorizzazione per poterla chiamare per non disturbarla oltre
cordialemte

Questa mail l'ha appena scritta mia moglie all'agenzia Cv Immobiliare di Torino:

Al risponsabile,

Ho chiamato oggi alle 17:35 per fare qualche domande e magari un appuntamento per vedere l'appartamento. Ha risposto una signora e appena ho finito di parlare mi ha chiesto quanti siamo e di che nazionalita' sono. Ho risposto che io sono Turca, marito Italiano. Siamo una coppia con 2 bimbe. Ha chiesto di nuovo di dove ero e quando ho chiesto che differenza avrebbe fatto mi ha detto che l'appartamento era gia' affittato e ha riattaccato. Prima di tutto, questo e' puro fascismo, chiedere nazionalita' prima ancora di rispondere le domande. Secondo, se questa signora deve per forza fare questa domanda poteva essere piu' gentile. Guarda a caso, noi siamo una coppia in cerca di un nuovo appartamento perche' sono nate due bimbe. Siamo referenziati, tutti e due lavoratori con busta paga. Adesso pero' non solo non lavorero' mai con questa agenzia ma scrivero' in tutti i social network di questo atteggiamento.

Distinti saluti. 


Mi dispiace molto che tu abbia dovuto scrivere una cosa come questa. Mi dispiace che ti senta straniera prima che una persona e che ti preoccupi per le nostre filgie che saranno mezze sangue. Mi dispiace che siamo venuti a vivere in una terra costruita sugli emigrati e che non tollera gli immigrati. Mi dispiace che dopo aver studiato tanto, dopo esserti laureata, dopo aver preso due diplomi di scuole prestigiose in Italia che tu ti debba sentire come un naufrago.


Avremo una casa nostra. Con grandi porte aperte.

Ps. Qualcosa si è mosso. Ecco com'è andata a finire.

Volete seguire le intriganti avventure di Oreste e Ortensia o quelle dei tre Orsetti? E dovese non sul sedere dei vostri figli? Purché i pupi non superino gli undici chili (dovrebbero aggirarsi sugli otto-diec mesi di vita). Pampers ha pensato bene che per aggiungere valore ai suoi già celebrati pannolini, fosse indispensabile scriverci sopra delle storie.

Eppure il cambio dei panolini non è per nulla un'operazione nella quale si desidera indugiare. Aperto l'involucro santo ci si trova spesso investiti da un olezzo nauseabondo, accompagnati dall'apparizione di gianduiotti di deiezioni o della classica "sciolta" che ha tracimato su su, fin sulle scapole del baby. Mica c'è tempo per la letteratura.

Eppure, il signor Pampers ha telefonato ad un qualche giovane autore e lo ha messo sotto contratto per una racolta di storie brevi. La pubblicazione e la distribuzione sono garantite: decine di migliaia di culetti di bambini. In effetti è molto più di quello che un editore , di questi tempi, possa promettere.

Solo una cultura che ha fatto dei jeans la propria divisa nazionale poteva immaginare che il figlio di Poseidone vivesse a New York. Il ragazzo si chiama Percy, che non è diminutivo di Percival, cavaliere del ciclo arturiano come un anglosassone potrebbe immaginare, ma mutazione di Perseo che nella vulgata mitologica è figlio di Zeus e di Danae.

Nel film invece risulata figlio di Poseidone e di una proletaria americana di nome Sally Jackson. Dei 34 figli conosciuti che Poseidone ebbe, non c'è traccia di un Percy o Perseo che sia. (Abbiamo un Ippotoo, Nauplio, Elleno, Bizante e Strombo, Eumolpo, Alirrozio e altri, insomma alla faccia di Nathan Falco e Oceano)

Fulgido esempio di colonialismo americano, la mitologia viene riscritta sulla base di ciò che un americano medio si presuma possa comprendere: una chicca: Medusa viene uccisa con l'aiuto del riflesso, non di uno specchio, ma del dorso argenteo di un iPod.

Diretto nientemeno da Cristoforo Colombo che da quando ha scoperto l'America, si fa chiamare Chris Columbus.