Si può morire per un parco? Sembra di sì. Istanbul un tempo città di grandi piazze, quartieri di piccole case e spazi aperti è diventata rapidamente un dedalo di strade soffocate da costruzioni di ogni genere.

Il Gezi Park è un piccolo parco che il governo ha destinato alla costruzione di un centro commerciale. Solo che questa volta gli abitanti della città si sono ribellati e hanno preso a cuore quell'ultimo polmone verde nel centro. Da qualche giorno più di diecimila persone si sono radunate sui prati del parco per impedirne lo smantellamento. Il governo turco ha reagito inviando centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa che stanno affrontando i cittadini con manganelli e lacrimogeni. Si parla già di feriti, si parla già di morti.

Certo un parco non partecipa all'arricchimento economico, non frutta profitto, ma se la gente comune è disposta a subire violenza per difendere un pezzo di terra di quel genere forse un valore ce l'ha e va ben al di là del denaro.

Per solidarietà a questi sognatori sarebbe bello che ognuno aiutasse a diffondere la notizia di cìò che sta avvenendo sull'ultimo prato di Istanbul. Leggi, diffondi, racconta.





Mina se n’é andata.

Mina è nata nel millenovecentotrentadue, prima di sette fratelli e una sorella, in un’Italia povera e presuntuosa. È nata a Narzole, un paese di un paio di migliaia di persone, affacciato sull’altipiano che circonda la valle del Tanaro, tra Langhe e Roero.
Mina e i suoi fratelli ebbero il soprannome di caglié, perché papà Pietro era calzolaio. Mamma Delibera aiutava nel lavoro, a Mina toccò il ruolo di mamma. Per questo la chiamavano mama cita, la piccola mamma. Per tutti gli altri è stata Zia Mina.
Il 26 maggio, Anselmina Domenica, Mina, Zia Mina, Nonna Mina, mama cita, mamma se n’è andata.


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"Dopo tanti anni lontano dall'Italia, a osservare quello che succede a distanza, tutto sembra sempre più surreale."


Sheffield da casa Ciolfi
Luigina Ciolfi, docente e ricercatrice
Sheffield, Gran Bretagna


 



Chi Sei
Toscana (anzi Chianina!) di nascita, viaggiatrice per vocazione. 38 anni, Interessata a molte (forse troppe) cose: musica, letteratura, tecnologia, arte, cucina, cinema e molto altro.

Da dove sei partita
Ho iniziato a viaggiare da giovanissima (prima esperienza di studio negli Stati Uniti a 15 anni), ma ho lasciato la Toscana (Siena) e l'Italia definitivamente due settimane dopo la laurea, nel Gennaio 2000.

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"Gli dico che l'Italia è bellissima e di andare a visitarla. Sono molto orgoglioso dell'Italia però mi vergogno degli italiani"

Londra da casa Brignone (senza il Big Ben)


Emanuele Brignone Visual Effects Specialist
Londra, Gran Bretagna



Polemista nato in onore alla sua capigliatura fulva, Emanuele si è formato allo IED di Torino e poi è subito scappato a cercar fortuna al nord tra cinema e videogiochi.



Chi sei
Emanuele, 31anni.

Da dove sei partito
da Torino, dopo lo IED sono andato a Londra. Ho lavorato nel campo dei videogames e poi nei VFX per il cinema.

Dove sei
Per ora a Londra on e off. Spero di trasferirmi in un posto piu caldo tipo australia o US east coast, oppure Cina.

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Un video di Saatchi&Saatchi racconta la scoperta del sapori forti da parte dei più piccoli.
Trovato su Il Post



In soli quindici giorni di viaggio nella costa orientale ho arricchito la biblioteca di famiglia con un certo numero di libri di carta che da una parte segnano le tappe del mio viaggio e dall'altra sono belli da toccare, possedere, leggere.


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