In questa divertente, performance di 3 minuti al World Science Festival, il musicista Bobby McFerrin utilizza la scala pentatonica di rivelare il modo in cui i nostri cervelli sono connessi, con un sorprendente risultato. Meraviglioso.



Non credo che chi legga libri sia necessariamente più intelligente o abbia più cultura di chi non ne legge. Credo siano intelligenze e culture diverse. Ci sono molti modi per "farsi una cultura". Guardare la televisione, ad esempio, o frequentare la rete, e stare in mezzo alla gente sono mezzi alternativi per nutrire il proprio cervello.

Con un pizzico di spirito critico e attenzione ci si fa una cultura che è diversa da quella che vive nei libri e che è del tutto rappresentativa del mondo in cui viviamo. A volte è addirittura più rappresentativa. Non bisogna dimenticare che, in genere, i libri li scrivono soggetti blandamente sociopatici con problemi ossessivi: restare chiusi in casa, in silenzio a mettere in fila cinque o seicento pagine sulla vita di un orfano, di un serial killer o di un sovrano morto e sepolto da cinquecento anni è un'attività che qualunque psicoterapeuta guarderebbe con sospetto.

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Mio padre è nato in una cascina sulla strada che da Narzole porta a Fossano, passando per l'abitato di Salmour, in provincia di Cuneo. La cascina, della quale non resta che quale rudere si chiamava Sarmassa. Secondo mio padre il toponimo che definisce la cascina e la zona deriva dall'antica popolazione dei Sarmati.

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